Corretto utilizzo e Avvertenze d’uso

Vanno osservate delle raccomandazioni minime di utilizzo in relazione a vari aspetti:

A) MOVIMENTAZIONE E STIVAGGIO DEI MATERIALI

Si tratta di prodotti con spessori nell’ordine di decimi di millimetro e quindi facilmente danneggiabili, per cui tutte le operazioni di trasporto, movimentazione e stoccaggio devono avvenire con la massima cautela ed attenzione. Si raccomanda quindi di non trascinare mai le bobine sul pavimento o peggio ancora sul terreno, di conservare le bobine in luogo asciutto e coperto nell’involucro originale (cercando di non superare i 12 mesi), ed evitare assolutamente di conservare il film esposto al sole/o al gelo.

B) MONTAGGIO E POSA IN OPERA

evitare il montaggio nelle ore più calde della giornata (soprattutto d’estate) per non incorrere nel pericoloso fenomeno del “rilassamento” del film dal quale può dipendere tra l’altro, anche il formarsi di sacche e/o borse. Allo stesso modo va evitato il montaggio nelle ore e nei periodi più freddi e ventosi per non incorrere in problemi di tensionamento.

Tensionare il film sulla struttura uniformemente ed al “punto giusto”. Il tensionamento eccessivo infatti, provoca la riduzione dello spessore in corrispondenza dei punti di appoggio e/o nei punti di fissaggio alla struttura, con conseguente riduzione della durata e possibili strappi per “retrazione” durante le ore più fredde della giornata. 

L’insufficiente tensionamento invece, può provocare la formazione di pieghe e borse con conseguente ristagno dell’acqua piovana, o lo sbattimento/sfregamento del film in caso di giornate e/o zone ventose. In caso di montaggio del film su serre di legno bisogna necessariamente smussare ed eliminare chiodi ed eventuali altre asperità che possano danneggiare il film, evitare l’utilizzo di legni resinosi e/o trattati con sostanze che possano accelerare il degrado del film (soluzione solforose, catrame, nafta ecc.ecc.), evitare l’utilizzo di legni anneriti o l’applicazione su di essi di altri materiali di colore nero e/o scuro, quali plastica, tubi (il colore nero, assorbendo luce e calore, accelera il degrado “locale”). 

In caso di montaggio su serre metalliche è necessario che la struttura sia stata zincata a caldo, e comunque i punti di maggior contatto tra struttura e film plastico (archi, testate e gronde) devono essere ricoperti con pittura acrilica o vinilica bianca (esente da solventi), in questo modo si rallenta sensibilmente il degrado termico causato dal surriscaldamento della superficie metallica. 

Evitare assolutamente l’utilizzo di materiali neri sulla struttura della serra. 

Evitare assolutamente l’utilizzo di strutture arrugginite che potrebbero danneggiare il film per abrasione oltreché per degrado chimico dovuto ad ossidazione. 

Evitare l’utilizzo di film “Lunga Vita” su strutture nuove, a meno che non si abbia l’assoluta certezza che tali strutture siano completamente ed assolutamente ripulite da residui di grassi, oli, solventi e lubrificanti, normalmente usati durante la fabbricazione dei tubolari per serre. 

Evitare che angoli e superfici metalliche spigolose e/o taglienti entrino in contatto con il film, queste infatti, surriscaldandosi per effetto del sole, lo possono tagliare e degradare con estrema facilità. 

Evitare di ombreggiare i film con prodotti quali calce, solfato di ferro o altri che possano interagire chimicamente con gli stabilizzanti UV accelerando il degrado. 

Accertarsi che le gronde siano adeguatamente calcolate in modo da permettere il corretto deflusso dell’acqua piovana, e che non abbiano parti taglienti a contatto con il film. Nel caso di utilizzo di “clips” per il fissaggio del film, si consiglia di frapporre uno strato supplementare di plastica nuova tra la guarnizione ed il film per evitare reazioni chimiche tra il film ed i plastificanti contenuti nel PVC delle clips stesse.

C) GESTIONE DELLA SERRA

Gli studi condotti dai principali produttori di stabilizzanti UV dimostrano che l’azione di questi ultimi può essere neutralizzata se il film viene a contatto con fitosanitari. L’utilizzatore deve quindi porre la massima attenzione per evitare il contatto del film con sostanze chimiche a base di zolfo, cloro, ferro, rame, bromo, ecc. ecc. poiché esse ne accelerano il degrado.

Il contatto tra queste sostanze ed il film può avvenire in maniera diretta (tramite atomizzatori o cannoni) o in maniera indiretta (tramite sublimazione della sostanza). Gli accorgimenti che l’utilizzatore può adottare per ridurre il contatto tra film e fitosanitari sono vari (evitare il contatto diretto tra piante e film, ventilazione adeguata della serra, evitare di bruciare zolfo, pvc o altro all’interno o in prossimità della serra). 

D) MANUTENZIONE DEI FILM

I piccoli strappi o tagli che con il tempo possono crearsi sul film vanno chiusi tempestivamente con nastro adesivo adeguato onde evitare la rottura dell’intero film.

E) ANTIGOCCIA

L’aggiunta di additivi “antigoccia” determina l’abbassamento della tensione superficiale dell’acqua di condensa, favorendone lo scorrimento laterale sulla superficie del film, secondo la pendenza ad esso applicata, evitando così il gocciolamento sulle colture. L’effetto serra, determinato dai film di copertura, può dar vita ad un aumento di evaporazione all’interno della serra, con conseguente aumento della condensa che a sua volta può provocare la formazione di nebbia. 

Laddove sia indicato il “lato interno serra” bisogna scrupolosamente osservare che quel lato sia rivolto all’interno della serra. 

I fattori che influenzano negativamente l’effetto antigoccia sono i più svariati, imprevedibili, ed incontrollabili (stagione eccezionalmente calda o eccezionalmente fredda che acceleri o impedisca la migrazione dell’additivo antigoccia, irrigazione intensa all’interno della serra, stagione umida e piovosa che determina un dilavamento troppo veloce dell’additivo antigoccia, pendenza insufficiente della serra che impedisce lo scorrimento della goccia, insufficiente ricambio d’aria all’interno della serra ecc. ecc.). Pertanto, nessuna garanzia viene prestata da LIRSA nel caso di eventuale cattivo funzionamento sia totale che parziale del trattamento antigoccia.

NB: La durata dell’effetto antigoccia è di circa un anno.

F) ANTINEBBIA

Partendo dal presupposto che anche l’Antinebbia, come l’Antigoccia ha una durata limitata, che nelle condizioni migliori può arrivare a circa un anno, il suo funzionamento è subordinato ad alcuni fattori fondamentali: tra questi i più importanti sono l’umidità ambientale complessiva, la temperatura, la lunghezza e l’arieggiamento della serra.

Quindi sia la geometria della serra e sia i fattori climatici interni ed esterni alla serra influiscono sul funzionamento dell’Antinebbia. È chiaro che essendoci tutte queste variabili in gioco, l’effetto Antinebbia non può in alcun modo essere garantito, e nel malaugurato caso di cattivo funzionamento, verrà riconosciuto un indennizzo pari al costo iniziale dell’additivo stesso, escludendo qualsivoglia responsabilità aziendale per eventuali danni.

LIRSA è ORA PARTE DI

Arrigoni è un gruppo italiano.

La sede di coordinamento del gruppo è ad Uggiate Trevano (CO). Le quattro unità produttive del gruppo insistono su un’area complessiva di mq 134.000; la superficie coperta è di mq. 50.000.

Arrigoni dispone di 9 linee di estrusione di filati ad alta tecnologia, 126 macchine tessili, 25 linee di converting, 8 linee per la produzione di agrofilm…